Thoni 3000

, ,

Ricordo la prima volta sullo Stelvio. Salimmo con il buio i 48 tornanti del versante altoatesino, con un pesante monovolume carico di birre e tavole da snowboard.

Arrivati a quota 2700 metri iniziò a nevischiare. Era la fine di giugno. E noi eravamo poco più che vent’enni.

La mattina successiva, il valico automobilistico più alto d’Italia era invaso da centinaia di bikers per il consueto motoraduno internazionale.

Quell’anno il ghiacciaio vedeva nascere il suo primo snowpark. Al cospetto dei 3467 metri di Punta degli Spiriti , dove Giuseppe Pirovano e la moglie Giuliana fondarono una delle più importanti scuole di sci estivo fin dall’immediato dopoguerra.

Se da quella occasione passarono diverse stagioni prima di rimettere piede tra le Alpi Retiche, negli ultimi anni l’appuntamento con lo Stelvio è diventato una sorta di tradizione. Una ricorrenza di inizio stagione.

Ma salire qui per il primo Novembre ha un sapore diverso. Un costante interrogativo a cui solo le condizioni meteo sanno dare risposta.

Durante l’intero periodo invernale il passo rimane chiuso su tutti e tre i versanti. Quello di Trafoi, quello della Valtellina e quello svizzero.

Le precipitazioni nevose impediscono la transitabilità. Dopo la festa di Ognissanti, diventa un luogo dimenticato da Dio.

Quest’anno la storia ha inizio tra i villaggi elvetici della Val Müstair. L’agibilità del Passo Umbrail ha evitato la lunga deviazione per Bormio.

La colonna sonora spazia da Soap & Skin ai The Sounds, da Bat For Lashes ai Mumford & Sons, dagli Animal Collective ai Liars. Siamo avvolti in una uggiosa atmosfera autunnale.

Sbucati dalle nebbie si apre un paesaggio candido di tornanti e silenzio. Saliamo senza fretta i 1200 metri di dislivello, arrivando in tempo per goderci il tramonto sull’Ortles.

Siamo a -15° e non vediamo l’ora di tracciare le prime scie di stagione.

Foto di Davide Fioraso

 

Lascia un commento

(*) Obbligatorio, la tua mail non verrà pubblicata

*

I'm not a spammer This plugin created by memory cards