The Sleeping Tree – Folk del Nord-Est

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The Sleeping Tree ritratto Locals Magazine

The Sleeping Tree – foto ©Alessandro Venier; grafiche di Cecilia Cappelli

Qui nel nord-est, alla fine, siamo gente di campagna. Nella maggior parte dei casi basta fare 200 metri e si è in mezzo ai campi. C’è a chi piace questa cosa e a chi no. Però l’anima campagnola in qualche modo emerge sempre, che lo si voglia o no, e infatti a quasi tutti piace il folk.

Giulio Frausin è un ragazzo di Pordenone che qualche anno fa ha iniziato a suonare folk con il nome di The Sleeping Tree. L’abbiamo incontrato in uno dei primi giorni di freddo vero, che, ricordiamolo, sono i giorni più folk dell’anno.

Come nasce The Sleeping Tree?

Nasce nel 2008. Ho sentito il bisogno di suonare anche al di fuori dei Mellow Mood, di esprimere questo lato della mia personalità. Dopo le prime release su MySpace è arrivato un invito da un net label tedesca, la 12rec. Leaves and Roots, il primo disco, che esce nel dicembre 2008, viene anticipato da un brano inserito in una compilation. Raccoglieva le idee e i brani degli anni precedenti.

Avevo poco tempo per dedicarmi al progetto, che rimaneva chiuso in se stesso. Tuttavia Leaves and Roots è stato scaricato 32.000 volte. Credo che il successo sia dovuto all’affetto di una nicchia di aficionados molto appassionata. Andando in giro ho visto tanta gente che mi vuole bene, nonostante non abbia mai lavorato alla promozione.

Come hai conciliato gli impegni con i Mellow Mood e The Sleeping Tree?

In realtà gli impedimenti non venivano dai Mellow, che mi hanno sempre supportato, ma dall’università. É stato difficile far convivere le due cose, lo studio e questo progetto. In pratica fino alla laurea The Sleeping Tree non esisteva, se non in qualche ritaglio di tempo. Adesso, dopo la laurea, è una nuova vita e mi posso dedicare a questo.

Quali sono le tue influeze? A chi ti ispiri?

Sembrerà banale ma mi piace tutta la musica bella. Ho delle influenze molto varie, dall’hip-hop al soul, il reggae, molta musica indipendente, tanta roba vecchia, Nick Drake, Crosby Stills Nash & Young che sono un mio punto di riferimento importante, le prime cose di Jack Frusciante.

In questo periodo stai girando parecchio…

Diciamo che sono in tour, ma mi sto muovendo un po’ a caso, andando dove mi chiamano senza pianificare più di tanto. Sono in tour anche con i Mellow Mood, ma giro sempre con la mia chitarra appresso. Ogni tanto scendo dal furgone, prendo il treno e vado a suonare da qualche parte. Mi piace viaggiare da solo, è un bel cambiamento rispetto al furgone dei Mellow, dove siamo in nove, stipati tra gli strumenti. Posso leggere e fare le mie cose, ed è comodo viaggiare leggeri. Avendo solo la chitarra, i soundcheck sono più semplici. Con i Mellow Mood, invece, questa routine è molto più complicata.

Da poco è uscito uno spilt con Jackeyed. Com’è nato questa collaborazione?

È stato un progetto dalla gestazione lunghissima. Abbiamo iniziato a pensarci nel 2009. Il progetto è cambiato varie volte. Inizialmente volevamo farlo uscire in vinile, poi cd, poi solo download, poi di nuovo vinile. Alla fine Megaphone ci ha proposto di realizzare una cassetta. Abbiamo pensato a lungo anche alla produzione, se autoprodurci o contattare altre etichette. La scelta più giusta è stata Megaphone, che ci ha sempre aiutati e noi aiutiamo volentieri loro.

Volevamo legarci ad un supporto fisico, qualcosa che fosse anche un feticcio. Ci piace pensare che la nostra musica occupi uno spazio fisico in casa della gente.

Un’altra cosa bella dello split è che ci vincola alla promozione reciproca. Essendo amici, e anche simili musicalmente, la trovo una bella trovata.

Cosa invidi a Jackeyed?

Che è bello! (Ride). Mi piace molto il suo atteggiamento, la sua creatività. É molto bravo a fare cose difficili, ma che nella pratica sono semplici, mentre io ho idee semplici che tendo a complicare. Tira fuori un sacco di progetti diversi, sperimenta con la strumentazione. Un’altra cosa che mi piace è che non ci pestiamo mai i piedi, non c’è mai stato quell’antagonismo che vedo tra tante altre band in giro. Siamo amici, ci piace aiutarci a vicenda. Forse c’è stata un po’ di rivalità alle superiori, però prima che ci conoscessimo. Poi abbiamo cominciato a bere insieme e siamo diventati amici.

Come scrivi i tuoi brani? Com’è il tuo processo creativo?

Mi capita di lavorare su tante idee contemporaneamente, sia di testi che di musica, ma non me ne piace nessuna. Lavoro su 5 testi e 5 pezzi, quindi sono 10 idee, poi arriva l’undicesima che è già testo e musica. Ho decine e decine di provini che non utilizzerò mai.

Hai mai pensato di trasferirti all’estero?

Ci ho pensato ma non è possibile per ora. Ho dei vincoli con il territorio per via degli impegni che ho, compresi quelli con i Mellow Mood.

Mi piace vivere in Italia. Tutti parlano del nord Europa per i servizi, la qualità della vita, ma ritengo non siano queste le cose importati. Mi piace un sacco andare ad Helsinki, ma se dovessi scegliere vivrei a Napoli! C’è una vivibilità disordinata che secondo me è molto più umana.

Cosa manca alla scena indie nostrana?

A livello italiano mancano le cantautrici folk, un corrispettivo femminile di Jackeyed e me.

La domanda di musica indie c’è, però è disorganizzata. Mancano gli spazi dove suonare, che abbiano biglietto di ingresso ragionevole, che paghino chi suona e si impegnino nella promozione.

Paradossalmente, nonostante sempre più gente faccia musica, ci sono sempre meno concerti. La musica viene fatta sempre più per se stessi e il pubblico si sta abituando all’assenza di concerti.

La colpa non è dei gestori dei locali, che sono strozzati da tasse, SIAE e permessi. In più, chi frequenta i locali dove si suona, beve molto di meno per via dei controlli più probabili.

La gente ha comunque voglia di uscire e di fare festa, però non va a fare festa dove c’è musica ma dove si beve. Scommetto che la consumazione media nei locali degli aperitivi è 20 euro. Però non sono disposti a spenderene 10 per andare ad un concerto e bere un po’ meno. Sarebbe bello che la gente spendesse questi 10 euro per un concerto e se ne bevesse altri 10. Hai fatto festa ma ti sei anche arricchito, hai visto qualcosa!

Per finire, consigliaci tre canzoni.

In quest’ultimo periodo sto ascoltando

Thony – Flower Blossom

Midnite – Before David

Graham Nash – On The Line

Puoi scaricare lo Split gratuitamente da
http://megaphonerecords.bandcamp.com/album/jackeyed-and-the-sleeping-tree

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