Etica, appartenenza e dedizione, il mondo della bmx visto da Streetcred

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Street Cred Mattia Balsamini

Da sinistra: Daniele, Giulio e Gianluca. Foto di Mattia Balsamini

Bmx, passione e voglia di fare, queste le parole chiave per capire Daniele De Piccoli (da questo momento in poi D) e Gianluca Marrone (abbreviato in G). Infatti di cose ne hanno fatte tante, collaborato alla progettazione dello skate park di Pordenone, partecipato al concorso Nike Chosen e vinto la fase italiana, per dirne alcune, e ora stanno per concludere un ambizioso progetto video, supportati da Osiris. Li abbiamo incontrati proprio al park, dove ci hanno raccontato della loro passione, del rapporto con gli sponsor e dei loro progetti.

Come nasce la vostra passione per la bmx?
G: Non te lo so dire esattamente, non lo ricordo, ci vado da cosi tanto tempo che non ricordo com’è nata.
D: Sono partito dal motocross, grazie a mio padre che qualche anno fa si è appassionato al fuoristrada e mi ha trasmesso questa passione. Parallelamente ho scoperto la bmx e cominciato con le prime bici, praticamente dei giocattoli. Nel 2005 ho conosciuto Gianluca e gli altri, ho comprato la prima bici degna di essere chiamata tale e abbiamo portato avanti questa nostra passione. Orami sono sette anni che giriamo.

Siete stati presenti nello skate park di Pordenone fin dal primo giorno, se non sbaglio ne avete anche seguito la progettazione….
G: Il nostro coinvolgimento nella realizzazione del park è avvenuto per caso. Il comune voleva realizzare una struttura di questo tipo, che mancava in città, ma non sapevano da dove cominciare. Assieme ai nostri amici, con i quali abbiamo di recente fondato l’associazione Loco Banks, ci siamo fin da subito impegnati nello sviluppo e nella gestione della struttura.
Ad un occhio inesperto queste strutture possono sembrare tutti uguali, ma in realtà necessitano di un attento studio. Siamo stati coinvolti e abbiamo voluto dare il nostro contributo, cercando di realizzare qualcosa che fosse utilizzabile da tutti. Spesso nel nostro paese chi ha l’occasione di progettare uno skatepark lo costruisce facendo riferimento al proprio livello. Se chi progetta il park gira ad un buon livello, si troveranno dei passaggi difficili, non affrontabili da chi magari è meno bravo. Se invece chi segue la progettazione del park è un principiante, ci si ritrova con park che dopo pochi anni è un giocattolo.

Gianluca Marrone

Gianluca Marrone

Cosa vi ha attratto in questo tipo di sport? Cosa avete trovato in questo tipo di sport che non avete trovato in quelli più tradizionali?
G: Posso parlare a posteriori di questa cosa. All’inizio mi sono appassionato allo sport e basta. Non mi interessava quello che c’era dietro e non lo conoscevo. Praticando questi sport (skate, bmx, etc…) si impara a guardare l’ambiente circostante in modo diverso, in funzione del riding.
Poi c’è il contorno. Non è uno sport di squadra, non ci sono allenamenti fissi, ti puoi gestire liberamente, cosa che per me è uno degli aspetti più positivi.
D: Concordo con Gianluca. Ho fatto anche altri sport, però mai sport di squadra, sport dove conta la tua resa, quello che fai tu, che è un aspetto presente anche nella bmx. Questo e la passione per il fuoristrada si sono fusi in modo ottimale nella bmx.
G: Forse è una cosa scontata da dire, ma c’è anche un forte senso di appartenenza, che forse negli sport tradizionali non è cosi forte. Quando conosci qualcuno con la stessa passione sembra di conoscerlo da sempre.
D: Anche la competizione è vista in modo diverso, sostanzialmente non esiste, anche a livelli alti. Arrivare primo o secondi non conta, quando qualcuno chiude un trick enorme sei contento pure tu.

Sembra tutto molto bello raccontato così, ma anche in questo mondo ci sono interessi economici. Questo spirito non viene rovinato dagli sponsor, che cercano chi ottiene risultati?
G: In realtà no, Dal mio punto di vista è più una questione di visibilità. Se sei primo o sei quinto non cambia nulla. Alcuni degli atleti più forti non partecipano nemmeno ai contest.

Daniele De Piccoli

Daniele De Piccoli

Giulio Frau

Giulio Frau

Cosa vi ha spinto a partecipare ai contest?
G: La motivazione principale è la voglia di stare assieme agli amici. Ne abbiamo fatto qualcuno, ma preferisco vederli piuttosto che parteciparvi.
D: Anche io faccio pochi contest. Il lato competitivo è sempre marginale, quello che conta è girare assieme, in un posto nuovo. Li affrontiamo con leggerezza, per il gusto di girare, non cerchiamo risultati, anche se qualcuno lo abbiamo ottenuto.

Come sono arrivati i primi sponsor?
G: Le collaborazioni con gli sponsor sono nate molto semplicemente. Il primo, che tutt’ora mi supporta, è stato un distributore di componenti, che ancora prima di nascere come azienda, mi aveva già proposto la sponsorizzazione. Poi si è aggiunto un marchio di abbigliamento. Anche in questo caso la collaborazione è nata in maniera informale. La stessa cosa è successa anche con il marchio di scarpe con il quale stiamo portando avanti il nostro progetto.
Questo brand sentiva l’esigenza di una figura che si affiancasse al neonato team di bmx per curare l’aspetto audiovisivo ed è così che Daniele ha iniziato a collaborare ufficialmente.

Street Cred Mattia Balsamini

Street Cred Mattia Balsamini

Non è tutto oro quello che luccica, so che hai avuto qualche problema con uno sponsor, Daniele…
D: Gianluca è stato il primo ad aver uno sponsor e questo mi ha stimolato a cercarne uno per me. Cosi ho iniziato a filmarmi da solo (iniziando a prendere contatto con il mondo del video, seppur con risultati che ora ci fanno sorridere) e a mandare gli edit ai marchi che pensavo potessero essere interessati. Sono stato ingabbiato in un contratto da un marchio che sembrava essere disponibile e gentile, ma che in realtà si è rivelato essere altro. Le condizioni e il clima erano molto tesi e da loro ho ricevuto un supporto sproporzionato rispetto alle richieste. Dopo un sacco di tempo e di tensioni sono riuscito a slegarmi anche a livello legale e la storia si è conclusa. Dopodichè ho ricevuto altre proposte da marchi che tuttora mi supportano.

Alla luce di questa esperienza, cosa consigliereste ad un ragazzo più giovane che si trova una prima offerta da uno sponsor?
G: È bello avere un supporto per portare avanti la propria passione, ma non è questo l’obbiettivo. Quando si inizia bisogna pensare a migliorarsi e a fare ciò che piace, avere uno sponsor non è obbligatorio. La tendenza di alcuni giovani è quella di cercare la sponsorizzazione piuttosto che puntare alla qualità del proprio riding e questo a mio avviso è da ricondurre al desiderio di apparire piuttosto che alla passione in se.
D: Aggiungerei: se un rider si sa distinguere, sono i brand stessi che si offrono di supportarlo. In ogni caso suggerirei di evitare di vincolarsi attraverso inutili contratti.
G: Specialmente in Italia, dove non girano molti soldi e le collaborazioni sono solo a livello di materiale. Lo sport è diffuso ma pochissimi sono in grado di vivere di bmx in Italia e di certo non siamo ai livelli degli americani. Non ha senso firmare contratti per prendersi qualche maglietta o le scarpe. Se la collaborazione è genuina perché fare un contratto?
D: Il mercato italiano è abbastanza limitato, ci si conosce tutti, se uno ti da fiducia non cerca di lucrare su di te a discapito del rapporto personale. È una cosa che rimane a livello informale: il rapporto si basa innanzitutto sulla fiducia reciproca prima ancora dei vantaggi economici.

Street Cred Mattia Balsamini

Street Cred Mattia Balsamini

Come descrivereste lo stile l’uno dell’altro?
G: Girando assieme da un sacco di tempo ci siamo influenzati a vicenda. La differenza principale è che io faccio cose meno spettacolari e più tecniche, mentre Daniele è meno tecnico ma osa molto di più.
D: l’influenza di Gianluca mi ha aiutato a sgrezzare il mio stile, cerco di fare cose grosse ma in modo più pulito. I trick di Gianluca possono sembrare meno impegantivi ad un occhio esterno, ma li esegue con un precisione ed uno stile impeccabili, cosa che viene molto apprezzata e riconosciuta da chi è del settore. È questo che distingue un buon rider da uno mediocre.

In questo tipo di sport non ci sono obblighi, però bisogna lavorare per raggiungere certi livelli. Quante ore dedicate a questa vostra passione?
G: Fortunatamente ho la possibilità di girare ogni giorno e cerco di sfruttarla al massimo. Può capitare qualche giornata in cui non giro, ma anche in questi casi impiego parte del mio tempo in attività legate a questa sfera. Lo faccio perché mi piace, non l’ho mai sentito come un obbligo. Molti ragazzi si fanno affascinare, comprano un bici, vengono al park e stanno praticamente seduti tutto il tempo. Se vuoi avere dei risultati, se vuoi migliorare, questo è un atteggiamento sbagliato.
D: Per me il tempo per girare si è ridotto, sia per gli impegni con la scuola, sia perché sono spesso dall’altra parte della lente. Quindi appena ho del tempo libero cerco di sfruttarlo. Purtroppo non riesco a dedicarci quanto tempo vorrei, ma per fortuna riesco a mantener un livello abbastanza costante anche se non mi alleno tanto.

Gianluca Marrone Street Cred Mattia Balsamini

Parliamo del vostro video, Street Cred è un progetto ambizioso per l’Italia…
D: Fino ad ora in Italia i marchi stranieri hanno sempre puntato ai riders di alto livello, senza occuparsi di creare un vivaio che potesse far crescere la disciplina. Di conseguenza, le produzioni italiane di livello e con un struttura a supporto si possono contare sulle dita di una mano. Osiris è attiva da molto tempo nello skate, il suo interesse per la bmx è più recente. Ha deciso di puntare su atleti con un buon potenziale, di buon livello, ma non professionisti.
G: La volontà del marchio è quella di trovare ragazzi giovani e dar loro la possibilità di crescere.
D: Ogni rider avrà una piccola parte, della durata di qualche minuto. Il tutto sarà unito da sezioni comuni e da un filo conduttore che le legherà, rendendolo un prodotto omogeneo.

Quali sono i vostri spot preferiti in zona? Potete rivelarli o sono segreti?
G: Non credo negli spot segreti, non ha senso. Se le persone sono rispettose non c’è motivo di tenerli segreti. Ovviamente ci sono degli spot dove devi andare in coscienza, senza spaccare tutto e dove devi sapere cosa fare.
Il mio preferito rimane il liceo Grigoletti. Sono nato li e probabilmente ci morirò (ride).
D: Non ho uno spot preferito, preferisco girare e interpretare spot diversi. Neanche io condivido la filosofia degli spot segreti. La cosa che preferisco è scoprirne di nuovi, permette di creare video più interessanti.
G: In questo periodo abbiamo cercato di girare in spot inediti, grazie anche all’aiuto di altri amici che si occupano di video. Anche chi si occupa di skate ci ha aiutato, non c’è l’antagonismo che ci si aspetterebbe tra bmx e skate.

Siamo arrivati alla fine, consigliateci qualche video, per capire meglio il mondo della bmx.
D: Di botto ti direi un dvd uscito da poco, Talk is Cheap, è un dvd della Cult. Non è eccezionale dal punto di vista cinematografico, però le singole parti sono incredibili. In particolare consiglio la parte di Dakota Roche. Il video rende bene l’idea di quello che è in questo momento il mio immaginario di video.
G: Anche per me Talk is Cheap è un riferimento importante. Consiglio la parte di Chase Dehart. Da un punto di vista più tecnico consiglio i video di 5Boro. Sono una crew di skater, ma il loro modo di interpretare i video è quello che preferisco.

Ecco tutti i link utili che vi possono servire:

Il sito di Streetcred bmx www.streetcredbmx.com.

Il loro canale Vimeo vimeo.com/streetcred.

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