Seasick Steve, hobo Bluesman

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Seasick Steve

SANTA BARBARA, CA – Girovagando in Internet a casaccio, cercando informazioni su Seasick Steve per uno strampalato progetto del momento, siamo incappati nelle date del suo concerto, scoprendo che si sarebbe esibito a Los Angeles il giorno dopo. Ovviamente non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione, abbiamo preso i biglietti al volo.

Dopo esserci spappolati tutto il giorno per girare in questa città inutilmente enorme, siamo arrivati, verso sera, in questo piccolo teatrino ai confini di Hollywood, quasi invisibile dalla strada, se non fosse per i due neri giganti all’ingresso, che controllano i documenti e possibilmente ci ridono sopra. Una volta all’interno, ci si trova in un locale poco illuminato diviso in due sale per concerti, chiaramente allestito per ospitare anche mostre. Il palco scelto per la serata era quello nel retro, nascosto in parte alla zona fumatori. Al nostro arrivo sono presenti solo alcune coppiette dall’aria stremata dal sonno tanto quanto noi ed un barista poco convinto, ma il posto si riempie velocemente di ragazzi, per lo più universitari, e dall’aria europea.

 Soko

La prima a salire sul palco è Soko, una cantautrice francese dall’aria adolescenziale, nonostante i suoi quasi trent’anni. Accompagnata solo dalla sua chitarra, – e da qualche amico francese nell’angolo bar – si esibisce per una quarantina di minuti con il suo repertorio di cantate un po’ banali, che cercano di richiamare Norah Jones, ma richiamano piuttosto Carla Bruni. I testi non convincono molto, e forse il teatrino non è il suo ambiente più adatto, ma il pubblico sembra ascoltare attentamente e apprezzare la musica.

Frank Fairfield

Il secondo è Frank Fairfield, un giovane californiano dal look del tipico gentiluomo del Sud anni ’30, uscito direttamente da Fratello dove sei?. Incredibilmente preso dalla sua esibizione, ha suonato delle canzoni tipiche del repertorio di ballate classiche americane, dando prova di grande abilità a suonare sia il violino, che la chitarra ed il banjo – secondo me, secondo qualcun altro dando prova solo di avere dei bei baffi. Nonostante il genere certamente difficile, soprattutto per degli italiani, siamo stati presi anche noi nella foga dell’esibizione, e l’atmosfera surreale si è animata, mettendo di ottimo umore tutti gli avventori notturni del piccolo teatro. Perfetto per aprire lo show che si stava avvicinando.

Seasick Steve

Dopo Fairfield, ecco che da dietro il palco sbuca per un secondo la faccia barbuta e sorridente di Steven, intenta a scrutare il pubblico. Bene in vista ci sono la batteria del suo accompagnatore, Dan, e il suo set di chitarre più o meno artigianali, compreso il suo diddley bow, strumento monocorda, costruito con un pezzo di legno ed un barattolo di fagioli. I due si siedono, bottiglia di vino in mano, guardano sornioni il pubblico, per poi scoppiare in una tempesta di suoni blues, che nessuno potrebbe credere possa uscire da un neo-settantenne. Steven, con le sue canzoni, ci racconta la sua storia; come a quattordici anni sia scappato di casa per non ammazzare il fratello, che lo maltrattava; della vita da barbone e dei cattivi rapporti con la polizia; di come liberarsi delle punture dei Chiggers, fastidiosi insetti presenti nei campi d’erba in Lousiana. Ma soprattutto, con vena ironica e grandissima energia, ci racconta di un paese quasi dimenticato dall’economia e dalla cultura americana, il Mid West che comprende Tenesse, Mississippi, Lousiana, e tutti gli altri paesi poveri, ma ricchi di vita, del sul degli Stati Uniti, dove Steven ha vagabondato durante la sua vita.

Seasick Steve

Steven e Dan

Dopo un bis richiesto a gran voce, Seasick, stanco ma visibilmente appagato, abbandona il palco con Dan al suo fianco, lasciando un pubblico divertito e ripreso dalla stanchezza che aleggiava a inizio serata. Lo abbiamo raggiunto brevemente nel camerino, per stringergli la mano e scambiare due parole, e ci siamo trovati di fronte un uomo incredibilmente gentile e timido. Parliamo di come viva in Norvegia ormai da anni, e non si aspettasse un’accoglienza tale dal pubblico Californiano. Era parecchio tempo che non suonava, un infarto poco tempo prima gli aveva impedito di andare in tourné, ma adesso si era ripreso, e lo faceva con incredibile gioia. Ci racconta di come vada spesso a suonare in Nord Europa, in Inghilterra, Francia, Spagna, ma non sia mai venuto in Italia, perché non è conosciuto.

Steven e Dan

Se vi capita di trovarlo, non lasciatevelo sfuggire. Forse lo abbiamo convinto a venire.

Steven

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Edoardo Vojvoda

Fotografie di Mattia Balsamini

www.seasicksteve.com

www.bootlegtheater.org

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