Ottobre aspettando Novembre (concerti nel padovano)

, , commenti

Eccomi tornato da poco, ed eccomi un’altra volta a riassumere recensioni come a me piace tanto. Abbiamo qui due – a me – sconosciuti (Lofty Heights e Natureboy) e una grande conferma, Mr Matt Elliott.

Matt Elliott

In attesa di questo ghiotto Novembre.

Lofty Heights @ la mela di Newton (Pd) – 13 Ottobre 2010

Parto carico, devo dire che non lo conoscevo ma i pezzi sul Myspace sono davvero forti. Raduno degli amici, vado per la prima volta alla Mela di Newton (davvero bel posto, complimenti ai gestori) e accettando un ritardo per cause di forza maggiore compare G Griffin. Non mi piace fare il recensore di gruppi parlando di generi e categorie, sono dell’idea che è molto bello ascoltarla la musica più che descriverla, soprattutto ora che non so cosa dire. (potete farlo qui) Però recensisco concerti, e devo dire che questo non mi è piaciuto. Perché non è facile portare avanti da solo un progetto molto carino e spensierato solo con una Chitarra ed un Ukulele, apprezzo la scelta, apprezzo le linee melodiche ma non convince. Si può fare di più (ma bravi tutti comunque).

Matt Elliott @ Unwound (Pd) – 15 Ottobre 2010

Matt Elliott lo conosco da quando conosco W Basinski, una manciata di anni. Lo conosco perché sono più o meno della stessa filosofia, quelli che l’indipendenza e il mal-stare ce l’hanno davvero. Si avvicina alla musica all’età di sette anni e circa dieci dopo fonda la Third-Eye Foundation. Precursore. (qui un pò di storia) Ho letto da qualche parte che dall’Inghilterra si trasferisce poi in Francia, e automaticamente pure i suoi testi e il suo linguaggio passa dall’inglese al francese. Io ho divorato Howling Song, parte della tetralogia Elliottana. Eccoci qui quindi al concerto, ancora una volta all’Unwound di Padova che non la smette di stupirmi con queste super date (manca solo un Bon Iver, si è una richiesta). Concerto puntuale, posizione seduta in prima fila e vengo avvolto dal suono. Rimango precocemente disilluso dalla deficienza fonetica del protagonista (un pò come la prima volta di fronte a M Agnelli) ma vengo colpito dal grande dolore con cui mette in loop le parole “this is out it feels to be alone”, e mentre lo fa guarda nel vuoto, e pare davvero triste. E lo fa per una buona oretta, cambiando chiaramente testo, ma non cambiando intensità, anzi continuando sempre a crescere. Meritava.

Natureboy @ la mela di Newton (Pd) – 25 Ottobre 2010

Natureboy è il progetto musicale di Sara Kermanshahi, che io in primis non conoscevo. Una Scoutt Niblett meno rabbiosa e sporca, se vogliamo dare una non definizione. Cantautorato 2010. Presupposti buoni, mi affascino per “Ode to Merry Maid” sul myspace e vado. Non sapendo cosa aspettarmi non so neppure come giudicarlo, formazione a tre un po’ sterile con lei (chitarra e voce), una chitarra aggiuntiva con interessanti delay stereo e una tastiera midi a un vst minimoog-like che fa a volte la voce grossa. Altalenante prestazione che si conclude con litigata dei due membri spalla, lei salva in corner con due pezzi chitarra e voce. Angelica con presunzione.