Intervista ad Andrea Martinucci

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Andrea Martinucci Andrea Martinucci

Eccoci qui Andrea!…fatti conoscere un po’!…dicci chi sei, cosa fai nella vita e le solite cose per conoscersi un po’!

Salve a tutti, sono Andrea Martinucci e principalmente sono una persona. Già questo ritengo che sia una gran cosa!

Sto finendo i miei studi di visual graphic-architettura e design al liceo artistico di Roma…per fortuna manca poco!

Nella vita cerco di vivere in modo più intenso possibile, alimentando le mie passioni e i miei interessi. Ultimamente devo dire che l’arte mi prende a 350 gradi su 360. Fortunatamente sono sempre in giro per tutto lo stivale, tra mostre e eventi interessanti. Nel 2008 nasce il mio incontro con i ragazzi di Lightair, un grande laboratorio artistico dove si fondono collaborazioni tra fotografi, pittori, scultori, grafici…

Con loro mi sono confrontato molte volte e devo dire mi hanno sempre seguito passo-passo da allora. Oltre a questo, ho esposto in personali e collettive, come la finale del Premio Celeste 2008, la Biennale D’arte Contemporanea a Nettuno 2008, mostre al Palazzo Rospigliosi, alla Fabbrica Borroni e al Belvedere di San Leucio… A breve avrò due eventi importanti che copriranno gran parte d’Italia. Il primo è “Sguardi Multipli 2009” curato da Francesca Londino che partirà a metà novembre dal Palazzo San Bernardino di Rossano a Cosenza per poi proseguire al Castello Estense di Ferrara dove si concluderà a fine dicembre 2009. L’altro evento invece è “Divieto D’accesso” curato da Rosanna Moretti agli inizi di dicembre nella location dell’ex Macello di Aversa a Caserta. Venite numerosi!!!

Andrea Martinucci Andrea Martinucci

Da dove nasce la tua passione per l’arte?

Per me l’arte è sempre esistita.

Ora non voglio fare il solito discorso che il primo pennello l’ho preso da bambino, ma è stato proprio cosi! Mio padre dipingeva e io sono nato tra l’odore forte dell’olio e le superfici delle tele.

Il mio primo quadro risale a quando frequentavo la terza elementare!

Era una copia di un Modigliani, esposta tra i migliori lavori  alla sagra del paese(ride)

Poi gli avvenimenti della mia vita, breve ma intensa, mi hanno portato a vedere l’arte come via salvatrice da tutto il caos che girava intorno a me.

Cosa significa per te creare?

Creare per me è sinonimo di Pensare.

I due elementi, secondo un mio pensiero, sono complementari.

Creare senza un pensiero sarebbe privo di contenuto,

il primo,  semplicemente concretizza fisicamente i dati del secondo.

Quali sono le tematiche principali che affronti nei tuoi lavori?

Cerco di capire in quale direzione ruota questo mondo. È una cosa difficilissima, e sinceramente da bambino mai mi sarei immaginato cosa volesse dire. Spero di trovare me stesso e gli altri dentro le mie opere. Studio la psicologia dell’essere umano, i rapporti della società moderna che è coinvolta da una delle parole più usate ultimamente: La Crisi.

Crisi di pensiero, crisi culturali, esistenziali, religiose, politiche, sessuali… quasi non bastano le categorie per nominarle tutte. Io l’ho sempre detto che l’uomo è un animale strano

Vuoi descirverci una tua opera a scelta con le varie tematiche affrontate?

L’ultima opera realizzata è un’ installazione chiamata Quotidiana Mente. Questa è composta da un Lightbox a intermittenza con un “untitled” appartenente a uno degli ultimi filoni della mia ricerca artistica. Sotto vi pubblico la recensione che ho scritto pochi giorni fa.

Questa installazione è stata pensata dopo vari studi sulla società.

Quante volte è capitato di vedere persone che si nascondono dietro un’altra personalità, dietro delle espressioni non proprie? Penso sia una cosa abituale.

Anche ultimamente, l’argomento è di forte interesse quotidiano: politici che fingono le loro sessualità, persone vicine che fanno finta di apprezzarti per quello che sei chiamandoti amico, famiglie oppresse senza dialogo etc etc. L’opera appunto, vuole sintetizzare tutto ciò mettendo in rilievo una scena palesemente assurda.

Qui vi troviamo un ragazzo quasi impietrito davanti il suo “finto” sorriso. Una rappresentazione che inizialmente appare divertente ma che poi finisce lasciando l’amaro.

Il pallone, fisicamente appoggiato sul pavimento è simbolo di un  finto pensiero materializzato.

Quel sorriso così fragile, in grado di essere gonfiato, per poi scoppiare improvvisamente o svuotarsi d’ossigeno  con il passare del tempo e rimanere li, solitario e disteso sul pavimento. Un oggetto privo di ogni cosa, che tutto ciò che gli appartiene è solo il contenitore e non il contenuto.

Cosa pensi dell’ambiente dell’arte in Italia?

A me tutto quello che gira intorno all’arte sinceramente non piace. Mi sembra una “mafia”!

Ci sono curatori, artisti e galleristi che fanno emergere principalmente le proprie immagini apparenti, costruendosi dei  veri e propri personaggi. Per non parlare dei premi, ultimamente scandalosi. E non intendo solo di quelli di basso livello ma soprattutto quelli più conosciuti e valorizzati nazionalmente.

Quali sono i tuoi artisti preferiti?…quelli a cui ti senti più vicino?

Bella domanda!

Sinceramente non mi sento vicino a nessuno, non voglio essere un fanatico o altro, ma penso che ognuno debba intraprendere un percorso singolo da affrontare con tutte le difficoltà che si presentano. Tutti noi siamo diversi e abbiamo bisogno di strade mai viste.

So che sei recentemente entrato a far parte della collezione Borroni; troviamo tue opere in altre collezioni?Se questa è la prima esperienza cosa si prova a vedere i propri lavori valorizzati in uno spazio così importante?

Eugenio Borroni e Fiordalice Sette mi hanno dato una grande possibilità con l’inserimento all’archivio della collezione. Sono stato lusingato di aver potuto partecipare a un’esperienza di tale spessore. Il clima che si respira dentro  quella fabbrica è magico.

Gli spazi sono incantevoli e quasi si percepisce il “profumo” della cultura. Questa per me è la prima collezione pubblica, di solito le mie opere figurano in quelle private.

Guardando al presente, su cosa ti stai concentrando ora?

Ora mi sto concentrando sulla sperimentazione. Cerco nuove forme che mi diano la possibilità di produrre nel migliori dei modi le mie idee. Vediamo come andrà a finire questa storia, noi incrociamo le dita!

E’ stato un piacere parlare con te!congratulazioni e buona fortuna per tutto!Vuoi ringraziare  o salutare qualcuno?

Anche per me è stato un vero piacere, saluto e ringrazio la signora arte che mi accompagna nei miei giorni.