Intervista a Giuseppe "Daunia23" Muriglio

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90% acqua,10% papera

Ho conosciuto Beppe questa estate, tramite mia sorella. Si erano conosciuti durante una vacanza studio e mi aveva spesso parlato dei suoi lavori. Giuseppe era venuto dalle nostre parti, a Sarmede, per un corso di illustrazione e aveva colto l’occasione per rivedere mia sorella. Ho avuto cosi l’occasione di vedere alcuni suoi lavori, uno dei quali è un regalo a mia sorella che fa parte di una opera “distribuita”. Rimasto affascinato dalle sue opere ho insistito per incontrarlo e parlarci. Cosi è nata una proficua collaborazione con Locals Magazine e adesso vi facciamo conoscere meglio questo simpatico ragazzo monzese.

Ciao Giuseppe, anche se ci conosciamo già da un po’, presentati per i nostri lettori.

Sono uno studente del Politecnico di Milano, faccio design industriale  e, oltre  a questo, mi diletto nell’illustrazione, che coltivo come hobby. Ho iniziato l’anno scorso facendo dei corsi a Sarmede, in futuro andrò a Varsavia con il maestro Wilkon. Ho fatto anche qualche mostra, ho dipinto al Leoncavallo, dove ho iniziato a frequentare il loro laboratorio creativo. Per quanto riguarda il design quest’anno ho iniziato a fare i primi lavori.

LeonCavallo

Da cosa nasce il tuo nome d’arte, Daunia23?

Daunia è il nome che mi avrebbero dato se fossi nato femmina, mentre 23 sono le iniziali del nome di mia mamma, B.C. .

Ti dividi tra illustrazione e design. Cosa cambia tra questi due modi di creare? In che modo ti danno soddisfazioni queste due cose cosi diverse?

Sono i due modi con cui il pensiero occidentale si misura. Da una parte Platone con il mondo delle idee, scollegato dalla realtà dove puoi fare quello che vuoi, l’illustrazione,  dall’altra Aristotele, design e progettazione di cose che devono funzionare. Aristotele e Platone sono le due lenti dell’uomo moderno. Da una parte non ci sono regole, dall’altra c’è la progettazione.

Spesso le due cose si possono mischiare, sono legate perché sono l’una il contrario dell’altra. Si può giocare con queste due visioni.

Qual è la tua formazione?

Non ho una formazione accademica, vado ad istinto. Non ho mai studiato queste cose, so solo di avere una mano buona, so solo disegnare. La pittura è una passione che coltivo da solo e che voglio rimanga primitiva, mi piace non avere le nozioni che hanno gli artisti veri e propri, per questo rimango nell’illustrazione, nella quale è più importante il concetto che la forma. Molti miei lavori sono semplicissimi, ma il significato è profondo, oppure sono ironiche. Mi piace più giocare con queste cose, con il significato che con la tecnica. Faccio anche io degli esperimenti molto tecnici, ma non la sento come la mia strada.

Che rapporto c’è per te tra musica e la pittura, o nel tuo caso tra musica e illustrazione?

Sono molto legate. Nelle mie opere metto sempre, nel retro o nell’opera stessa, il titolo della canzone che più rende l’atmosfera dell’illustrazione. A volte metto anche le parole delle canzoni nell’opera, perché mi piace giocare con le parole, anche se sto disegnando. Adoro le atmosfere, mi piace crearle, questo lo posso fare con le illustrazioni ma si accentua con la musica.

Volo

Parlaci della tua opera “distribuita”

Uno dei miei temi ricorrenti è la malinconia,  mi piace la malinconia. Sono affascinato da ciò che è lontano, da ciò che è offuscato, mi piace conoscere cose lontane e irraggiungibili.

Ho regalato questi lavori a persone che non vedo spesso e che sono lontane, creando un’ opera inconsistente, che c’è ma che non esiste veramente. È un progetto che non vedrà mai nessuno. Questo ricrea l’atmosfera di lontananza che mi piace.  Mi ha molto divertito fare queste opere. Queste opere creano un legame, ma questo legame rimane lontano. Sono tutte nate da conversazioni che ho avuto con queste persone, delle quali magari ricordo un particolare che è rimasto inosservato e che crea stupore quando lo si ripropone dandogli una nuova importanza. Quando regalo questi lavori molto spesso la gente rimane sorpresa dalle cose che ricordo e che ho inserito nel disegno. È un progetto bello perché non servirà mai a nulla, non potrò mai farci un’esposizione, dovrei recuperare un centinaio di disegni e non ricordo esattamente a chi li ho dati, ha senso solo per me e per voi, adesso che ve l’ho raccontato.

Binario 5

Uno dei tuoi soggetti preferiti sono gli animali. Perché proprio gli animali?

Innanzi tutto gli animali sono il soggetto principe delle illustrazioni. Oltre a questo trovo che abbiano una loro particolare espressività, che si nota osservandoli con attenzione, sono molto diversi l’uno dall’altro (ogni cane è diverso dall’altro),dovremmo osservarli di più, non guardare e basta, noteremmo più cose, le loro emozioni, le loro storie… gli animali sono di grande ispirazione, perché hanno una loro storia, ma non ce la possono raccontare, quindi dobbiamo immaginarla noi. Poi creano anche loro quell’atmosfera di malinconia che ricerco.

Gli animali, poi, non avendo la ragione, stanno bene con poche cose, senza menate, senza complicazioni, anche noi dovremmo semplificarci. Mi danno una sensazione di pace, sono un po’ sospesi, sono sereni e tranquilli, vivono senza preoccuparsi troppo.

Facendo design trovo che gli animali siano dei progetti straordinari, perfetti. Infatti, molto spesso il design si ispira ad essi, ma la natura è sempre stata più brava. Poi ci dimentichiamo di quanto sono strani e bizzarri gli animali!

E la mucca dipinta?

Ahahah, ma quella è una cazzata. Eravamo in montagna e ci è presa questa voglia di dipingere di rosa una mucca, ma non c’è nulla di artistico, solo tanta idiozia e ignoranza!!! Non so quanto fosse contenta la mucca di essere diventata rosa.

Mamma Oca

Quali sono i tuoi temi ricorrenti?

Beh direi la malinconia, la lontananza, non solo in senso fisico, ma anche figurato e più vario (per esempio un amore impossibile), o meglio più che la lontananza, l’impossibilità. Crea un po’ di tristezza, ma tramite la tecnica e l’illustrazione, si riesce a creare comunque qualcosa di bello. La malinconia è una delle emozioni che ti permette di esprimerti in maniera più libera, più vera. L’amore è banale, si scade facilmente nel banale perché sei ricoglionito. La malinconia stupisce, perché non siamo abituati a sentirla o a sentirne parlare perché siamo quasi sempre bombardati da odio e rabbia. Ricollegandomi alla musica nelle mie illustrazioni metto molto spesso le canzoni dei Sigur Rós, che sono alquanto malinconiche.

Lucignolo

Progetti futuri? In cosa ti vederemo impegnato nei prossimi mesi?

Oltre a portare avanti i progetti di cui vi ho già parlato, inizierò a fare tatuaggi, ne ho già progettati alcuni, ma l’esecuzione era poi affidata a dei tatuatori. Adesso voglio provare questo nuovo modo per creare.

 

 http://www.myspace.com/daunia23