Intervista a dj ColoR

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Questa devo dire è stata una delle interviste piu divertenti che abbia fatto fino ad ora (infatti ho preso pochi appunti). Ci siamo trovati in un assolato venerdi pomeriggio a casa di Dj Color, che qualcuno di voi forse conosce come Antares Visintini. Entriamo, mettiamo giù le nostre cose, e ci sediamo in cucina per bere un caffè e fare quattro chiacchere per rompere il ghiaccio. Mentre parliamo e beviamo una pregiata miscela di caffè sudamericani improvvisamente Edo Vojvoda si schianta al suolo, portando con se i resti della sedia della cucina di Color. Per dovere di cronaca Edo non si è fatto nulla. Beh, forse ora è il caso di cominciare con l’intervista.

Dj ColoR

LocalsMagazine: Ciao Color! Raccontaci un po’ di come sei arrivato allo scratch.

dj ColoR: Sarà stato il ’97 o il ’98. Mi piaceva l’hip-hop, e tutto ciò che ci ruotava attorno (writing, breakdance, etc). Avevo provato con la breakdance ma non faceva per me, e per quanto riguarda il writing facevo solo qualche tag in giro. In quegli anni c’era Italia Unz, su Italia Uno, dove Prezioso scratchava qualche secondo prima della pubblicità. Poi mio cugino mi aveva fatto ascoltare Rock It di Herbie Hancock, con Grand MixetrDXT in una delle sue prime esibizioni televisive. Cosi ho deciso di dedicarmi allo scratch e mi sono comprato i primi piatti, dei Marantz con la trazione a cinghia, che per fare scratch sono praticamente inutili,  e un amico di mia madre mi ha procurato un mixer Dj Color Pro Model, da cui il mio nome d’arte,  un mix ibrido che andava bene per audio, video e luci. Con i piatti Marantz ho fatto il primo ITF, che è stato un disastro e ho deciso di cambiare e passare ai Technics. Cosi ho lavorato tutta l’estate per mio nonno mettendo da parte i soldi.

LocalsMagazine: Stiamo parlando dell’era pre-internet. Come hai imparato a scratchare? C’è qualcuno che ti ha insegnato a farlo?

dj ColoR: Qua a Trieste non c’era praticamente nessuno. Avevo incontrato un dj sardo, dj Cue, che un pomeriggio mi aveva insegnato qualcosa. Come ho imparato? Ore e ore di allenamento e di ascolto maniacale delle cassette di Qbert e di Mix Master Mike, il Dream Team del DMC dei primi anni ’90*, cercando di capire solo dal suono cosa dovevano fare le mani. Era come inventare ogni tecnica da solo, una soddisfazione incredibile. Ora non c’è più questa sensazione. Qualche anno dopo era arrivata qualche videocassetta, ma poche cose.
Adesso per chi inizia a scratchare o a produrre è tutto molto più facile, in Internet si trova tutto. Mi è capitato di ascoltare dei pezzi fenomenali fatti da un ragazzo del ’93.

* raccontandoci queste cose si gira e tira fuori dalla sua collezione di vinili il disco di Wave Twister di Qbert (NdR)

LocalsMagazine: Come è stata la tua esperienza nel mondo dei contest ITF a livello internazionale?

Dj ColoR: Partecipare ai contest del ITF mi ha permesso di incontrare grossi nomi dell’ambiente. Li mi sono esibito con una routine fatta con dischi di Alter Ego, dj Sneak, Thunderball, Markus Kienzl. Ho anche ottunuto degli ottimi risultati. Tuttavia l’ambiente e l’organizzazione non mi sono piaciuti, troppi intrallazzi. Al ritorno invece di essere più carico che mai, ero piuttosto abbattuto e ho deciso di non partecipare più ai contest.

Dj ColoR

LocalsMagazine: Come mai, con una formazine hip-hop, ora nelle tue serate proponi elettronica?

dj ColoR: A dire il vero ho sempre ascoltato elettronica, quindi il passaggio è stato piuttosto naturale. Penso anche che i due generi siano più vicini di quanto si pensi. Quando si è ragazzi si è un po’ estremisti. Se ascolti un genere ascolti solo quello e gli altri sono una specie di “nemico”. Col passare degli anni ho visto le cose in maniera diversa, notanto gli elementi comuni. Ho iniziato a proporla anche nelle serate perchè negli anni tra il 2000 e il 2005 avevo pochi stimoli dal hip-hop italiano. Cosi ho mischiato i due mondi, contaminando l’elettronica con lo scratch e altri elementi dell’hip-hop. Nei miei set mi piace anche proporre pezzi nuovi, che la gente mi manda su myspace o che scopro da me. In questo modo posso variare di più nella scelta dei brani e non mettere sempre le stesse cose, facendo dj set simili a quelli degli altri.

LocalsMagazine: Sappiamo che hai in preparazione un EP. Puoi raccontarci qualcosa o è ancora tutto top secret?

dj ColoR: avevo già all’attivo qualche remix, ma nessun pezzo mio. Cosi ho inziato a produrre i miei pezzi. All’inizio ho usato un approccio da musicista, cosa che non sono, e il risultato non mi piaceva, era amatoriale. Faccio il dj e scratcho, questo è  il mio stile e ho deciso di iniziare a produrre cosi. Taglio i campioni a mano, direttamente con i piatti registrando su computer. Quando sento un pezzo penso immediatamente a come tagliarlo. Grazie all’esperienza nello scratch riesco ad ottenere campioni inusali, tagliati in maniera particolare. Per quanto riguarda l’EP è quasi pronto. Se tutto va bene dovrebbe uscire per la fine dell’estate.

LocalsMazine: La scena del nord-est si sta animando parecchio e in giro ci sono molte iniziative e serate interessanti. Qual’è il tuo parere su questo mondo, visto in un certo senso, dall’ interno?

Dj Color: Abitare qui nel nord-est ha i suoi svantaggi ma anche alcuni vantaggi. Forse siamo un po’ più ingenui come pubblico rispetto a Milano o altri grandi centri, ma secondo me questo ci fa essere piu curiosi. Non abbiamo la convinzione che tutto si riduca alla top ten di Beatport, magari a pagina 12 si nasconde una canzone bellissima.

LocalsMagazine: Consigliaci tre brani che tutti dovrebbero avere nella loro collezione.

Dj ColoR: Che domanda difficile!! Solo tre? Per cominciare “Superwaving” di Glitch. Che dire? É Glitch e c’è questo campione vocale onirico! Poi “Don’t Stop ‘Til You Get Enough” di Michael Jackson. Questa canzone è ricorrente in ogni mio Ipod, in ogni mio computer e credo di averla su ogni tipo di supporto fisico. Per finire “Full Clip” dei Gangstarr.

LocalsMagazine: Ora tre brani assolutamente da non ascoltare.

Dj ColoR: più che tre brani ho qua tre vinili che ho acquistato sperando di trovarci un campione che spacca e invece si sono rivelati tre bidoni pazzeschi. Primo: “The Look” degli Shalamar.

Shalamar

Secondo: “Kriminal Tango” di Piero Trombetta e la sua Tango-Orchestra.

Kriminal Tango

Terzo: “Shoner Gigolo” di Erroll Garner.

Shoner Gigolo

Al ritorno, seguendo il consiglio di ColoR, abbiamo fatto la strada costiera, gustandoci lo spettacolo di Barcola in una soleggiata giornata di Giugno.

Ed ora, una piccola esclusiva per Locals Magazine, dj Color ci mostra un po’ della sua arte!

Guarda il video!

Guarda la galleria!

Per chi volesse sentire Color all’opera, ecco la sua prossima data.

http://www.myspace.com/djcolor