Francesco Zanet

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Fotografo freelance Pordenonese. Si avvicina al professionismo lavorando con l’agenzia foto giornalistica nazionale Press photo Lancia  per eventi, cronaca e giornalismo di  Gazzettino e Nuovo Friuli. Approfondisce le tecniche già appese negli anni in ambito universitario  laureandosi in Scienze e Tecnologie multimediali. Attualmente si occupa a tempo pieno di fotografia in ambito musicale fotografando concerti e backstage agli eventi di Azalea promotion, LiveNation e Virus Concerti.  Si occupa inoltre di reportage  e fotogionalismo.

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Ogni istante che vediamo è una storia di qualcuno o qualcosa che incrocia la nostra strada per un momento e poi scompare..Quell’attimo non ritorna eppure merita di essere ricordato perché unico. Tutti hanno la capacità di guardare, qualcuno anche di osservare, i più fortunati persino di cogliere un significato che altri non percepiscono all’interno di una scena ben precisa…”

“Come nella musica, anche nella fotografia esistono diversi generi, approcci, stili, molto spesso dipende dalla destinazione della foto stessa. Ciò che ho assimilato negli anni è la capacità di saper raccontare quello che vedo usando la macchina fotografica. Far parlare un’immagine o una serie di immagini dipende da un’insieme di fattori quali, visione personale, istinto, curiosità del mondo intorno a noi e tecnica. Una buona composizione aiuta a creare un’immagine equilibrata, una scena interessante attira l’attenzione, un po’ di “eccesso” da un tocco di personalità e la spontaneità fa scomparire il fotografo dalla scena restituendo a chi guarda un’immagine reale…

Tecnicamente mi occupo di fotografia digitale, do molto peso allo scatto ( ideologia che deriva dalla vecchia scuola a rullino ) ma fondamentale importanza allo sviluppo che attualmente viene genericamente chiamato post-produzione. Applico al file grezzo niente di più di ciò che una volta si faceva con acidi e ingranditori sulla fotografia a rullino. Il risultato finale dei miei scatti non è mai finzione ma la migliore soggettiva visione della realtà.”