Ben Frost @ Unwound (Pd)

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Ben Frost

Devo ammettere che la prima e ultima volta che avevo sentito Ben Frost era stato a Lisbona quando aveva aiutato il golden boy Nico Muhly a rendere il tour di The Whale Song un ricordo indelebile della mia esperienza estera. (Egocentrico? Si)
…a rendere The Whale Song uno spettacolo di circa due ore, saltando tra innuendi di pianoforte alla sperimentazione di noise più totale, apprezzato da tutto il mondo.
E devo ammettere che l’esperienza era stata più soft, sarà il clima più tollerante, sarà la poltrona del teatro invece che una sedia di legno, sarà che la gente cantava e c’erano le trombe, sarà che le orecchie non mi fischiavano il giorno dopo, ma resta il fatto che Ben Frost è un maledetto genio.
Non per niente Bjork lo vuole sempre con lui in ogni sperimentazione, lui l’esule australiano rintanatosi al gelo islandese, lui l’uomo che senza dire un Good Evening o un Thanks sferza rumore bianco rosa e marrone a profusione, alternando a beat alla Ikeda melodie molto più soft, tutto prossimo ai 1000 dB, la voce di Dio, il limite massimo, le colonne d’Ercole del suono.
Gran concerto, l’impianto dell’Unwound messo a dura prova, gelo polare e orecchie in lacrime.
Tutto bellissimo.