33 e 1/3 – Consigli per gli ascolti – N 25

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33 e 1/3 - Consigli per gli ascolti

Cornershop – Brimful of Asha (When I was born for the 7th time – 1997 – Wiiija/Luaka Pop/Warner)

Se non vi ricordavate qual’era il tormentone estivo del 1997 io ve l’ho ritrovato. Sono i Cornershop con la loro “Brimful of Asha”.  I Cornershop sono un gruppo inglese originario di Leicester nato nel 1991. Con i primi due album non ottengono un grande successo ma cominciano a farsi sentire grazie anche all’opportunità che hanno di fare un tour in America con tappa al Lollapalooza Music Festival del 1995. La vera fama arriva quando Fat Boy Slim decide di produrre un remix del brano del loro ter “Brimful of Asha” (cosa sarà mai questo “Brimful of Asha”?) che nel giro di poco tempo diventa il pezo dell’anno.

Yo!

http://www.cornershop.com/

Hocus Pocus ft. The Procussions – Hip Hop? (73 Touches – 2005 – Onandon Records)

Hocus Pocus

Gli Hocus Pocus sono un gruppo di rap strumentale francese. Originari di Nantes sono attivi dal 1995. La prima formazione era composta da due soli artisti, l’mc e produttore 20Syl e Cambia Mc, ma successivamente il gruppo si ampia diventando una vera e propria band di rap strumentale.  Il loro stile musicale è influenzato dal jazzrap americano dei primi anni 90, con artisti come A Tribe Called Quest, Pete Rock, Mos Def e altri. Le tematiche trattane solitamente non sono quelle classiche da strada del rap più conosciuto e nemmeno gli elogi al lusso e la richezza ma piuttosto trattano tematiche sociali o anche scherzose più commerciali. In particolare nel brano “Hip Hop?” 20Syl canta una parodia sugli sterotipi del rapper facendone una caricatura delle pose e dei clichè. Alle rime collaborano un gruppo dai rap americano del Colorado, “The Procussions”. Gli Hocus Pocus hanno dalla loro un’ottima produzione artistica che gli produce videoclip originali e di ottima qualità.

Yo!

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Starsailor – Good Souls (Love is here- 2001 – EMI)

Starsailor

Gli Starsailor sono un gruppo Indie Rock inglese, originario di Chorley. Nascono nel 2000 con il nome di Waterface. Successivamente, per la passione del cantante James Walsh per il cantautore Tim Buckeley, padre dello scomparso Jeff, cambiano il nome in Starsailor, titolo di una delle sue canzoni.  La sonorità del gruppo ricorda un po’ quella delle band pop rock inglesi tipo Oasis, The Verve, Travis e altre, nonostante ciò riesce talvolta a discostarsi dallo stereotipo con  particolari arrangiamenti. Il loro singolo di maggior successo è “Four to the Floor” tratto dal secondo album, pezzo ascoltato, ballato e riballato nel 2004 grazie anche al remix dance per la colonna sonora del videogame Final Fantasy 8. Nel caso specifico vi faccio ascoltare un bel brano, dallo stile un po’ “Blur”, tratto dal primo album del 2001, “Good Souls”.

Yo!

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http://www.starsailor.net/

Regular John

Zomby – “Where Were U In ’92?” [Where Were U In '92?, Werk Discs, 2008]

Un artista britannico avvolto dal mistero, un’identità nascosta, spesso da simboli massonici, di scuola dubstep. Malgrado la sua origine, Zomby tende a destreggiarsi in stili non lontani ma neanche affini a quanto la scena sembra puntare (leggi Grime); infatti, dopo i suoi primi lavori (2007 il suo esordio) sforna questo album il cui titolo già rimanda ad una scena particolare, in cui la break-beat mutava in jungle ed i suoni “float” ispiravano i rave da cui uscirono capolavori come “The Prodigy Experience“. Diciamo che Zomby non sbalordisce con singoli hit, ma riesce a conquistare l’ascoltatore con un prodotto di buon gusto, con un filo conduttore gradevole. Il pezzo in questione è rappresentativo dell’album: in “Where Were U In ’92″, che è anche il titolo dell’album, danza un pianetto campionato da un progetto italianissimo del 1995 (“Tell Me The Way” by Cappella, 0:23), usato anche da un duo pordenonese in “Freak Ya Hype” (coff coff). A questo album comunque sono succeduti tre EP al limite dello sperimentale, con riprese di suoni digitali ed atmosfere ambient-electronica processate e compressate per ottenere una forma di sound quasi Lo-Fi, in stile Legowelt e Washed Out.

Indovina chi ha la faccia così?

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Zomby Myspace

Da Mongoloids – “Spark Da Meth” [Strictly Rhythm, 1996]

Ok, il nome non sembra ispirare molta fiducia al primo impatto, ma la triade che si cela dietro questo simpatico epiteto è formata da nientepopòdimenoche: Armand Van Helden, Thomas Bangalter e Junior Sanchez. In quegli anni Thomas frequentava spesso gli Stati Uniti, patria degli altri due dj, e probabilmente l’influenza che ha portato i Daft Punk dalla techno alla filtered-house è stata proprio quella della scuola Chicago e New York, da cui Armand e Junior provengono. Di questo disco, stampato su Strictly Rhythm (uno dei tanti satelliti della Defected) si hanno notizie anche in una compilation di Armand Van Helden, nel 2001, “Armand“.

Alla faccia dei mongoloidi.

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Da Mongoloids @ Discogs

Flying Steps – “In Da Arena (Situation)” [B-Town, Dance Streets Records, 2001]

Dopo il passaggio stile cometa folgorante dei Bomfunk Mc’s, protagonisti di una fortunata triade di anni in cui ci fu un boom di b-boys & fly-girls (fuori dai ghetti), questo collettivo di break-dancers e dj tedeschi legano la break-beat all’hip-hop ed al funk in un impasto tuttosommato simpatico, specialmente quando si rifanno al synth-pop anni ’80 piuttosto che ad un hip-house early 90′s. Scelta originale, forse un pò commercialotta ma convincente. I brani si ascoltano volentieri e scappa il balletto involontario. Ah, per chi si chiedesse dove ha già sentito questo motivetto…era il 1982.

Leggeri come insetti.

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Flying Steps Myspace

David Freeman

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