33 e 1/3 – Consigli per gli ascolti – N 22

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33 e 1/3 - Consigli per gli ascolti

Neon Indian – “Psychic Chasms” [Psychic Chasms, Lefse, 2009]

Psychic Chasms - Neon Indian copertina

 

Album di debutto per questi ragazzi di Austin (Texas). Un 2009 segnato dalla vittoria della compressione “tape”, ed ecco un altro progetto americano a beat lenti, basi synth-pop con rullanti riverberatissimi e una voce indie-rock. On-Stage si esibiscono in 4: batterista, tastierista, chitarrista e cantante (Alan Palomo) che è anche autore del progetto VEGA. In america hanno avuto un grande successo negli ultimi mesi, grazie anche alle loro performance molto dirette alla folla, e poco “tape”, che differenziano sempre l’artista elettronico dal “diggei” ed inoltre hanno creato un collegamento tra il pubblico indie-rock e quello synth-pop.

Beach-Hop!

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Neon Indian Myspace

 

 

Automat – “Droid” [Automat, EMI, 1978]

Automat Droid 1978 album copertina

Era il lontano 1978, pochi mesi dopo l’uscita del disco per eccellenza, due tastieristi romani (Claudio Gizzi e Romano Musumarra) fanno uscire “Droid”, una delle prime risposte italiane all’avanguardia europea in fatto di elettronica. Un sound veramente innovativo, che ricorda molto i trumphet alla Justice e in genere a tutti i gruppi clone della annata nu-rave francese. Negli anni questo pezzo è stato ripreso in forma di space-synth dagli Hypnosis, era il 1987, e di recente anche un giovane talento italiano di nome Cécile ne ha riproposto una sua versione “edit”.

Lungimiranza italiana.

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Automat @ Discogs

Nina Simone – “Sinnerman” [Pastel Blues, Philips, 1965]

Nina Simone Pastel Blues copertina

10 minuti di jazz cantati da una grandissima voce “black”, Nina Simone, una delle cantanti più campionate e coverizzate della storia musicale (Muse, Peter Tosh, Kanye West e Timbaland tra i più celebri). Fu riportata alla vita da Felix Da Housecat nel 2003 con il suo “Heavenly House” Mix viene poi usata come colonna sonora dei film “Miami Vice” e “Cellular.

Indistruttibile.

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Nina Simone Official site

 

 

David Freeman

 

 

 

Morcheeba – The Sea (Big Calm – 1998 –  Sire/WEA Records)

Morcheeba - Big Calm copertina

Da un gruppo il cui nome significa “più Marijuana” (Cheeba è lo slang per dire erba) come non aspettarsi che il genere di cui si occupano sia il “Trip” Hop. I Morcheeba sono un gruppo fondato negl’anni 90 dai due fratelli Godfrey (Paul, beat, testi e DJ e Ross, chitarra e tastiere) ai quali si è aggiunta la voce di Skye Edwards. Per i primi cinque album i Morcheeba si sono proposti con sonorità oniriche che richiamavano atmosfere tipiche del tramonto, del chill out sulla spiaggia, della spensieratezza. Si sono così affermati come gruppo di punta del genere facendo un grande successo sia in Europa che negli Stati Uniti. Nel 2005 per alcune divergenze all’interno del gruppo la cantante lascia il progetto per dedicarsi alla carriera solista, e i Morcheeba cambiano il suono spostandosi verso la musica pop più elettronica. A lei subentra un’altra cantante, Daisy Martey, la quale però partecipa solo all’attività di studio e non appare mai nei live del gruppo, nei quali al suo posto si esibisce una corista. I due fratelli decidono in fine di essere loro due solamente i Morcheeba per avere più libertà artistica.

Yo!

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myspace.com/morcheeba

Squarepusher – My Red Hot Car (Go Plastic – 2001 – Warp)

Squarepucher Go Plastic 2001 copertina

Squarepusher è lo spacciatore della piazza. Probabilmente Tom Jenkinson non ha mai spacciato in piazza ma l’alias che si è scelto per il suo alter ego è molto azzeccato. La sua musica è così complicata e minuziosamente curata che ascoltarla ti fa un po’ impazzire o comunque ti fa viaggiare molto con la testa. Diciamo che Squarepusher spaccia la sua musica che ti fa fare dei gran viaggi. La frenesia dei suoi pezzi Drum & Bass, Acid con tendenze Jazz, non ha però un carattere violento ma al contrario è paradossalmente rilassante (a basso volume e non in cuffia, si intende). Se Tom sembra un pazzo si tratta comunque di uno dei pazzi più geniali e produttivi. Con la Warp Records ha pubblicato, a partire dal ’96, 13 album e una bella lista di EP, Remix e singoli. Il pezzo “My Red Hot Car” è probabilmente il suo brano più famoso e si merita tutto il successo che ha fatto.

Yo!

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myspace.com/doyouknowsquarepusher

The Streets – Has It Come to This? (Original Pirate Material – 2002 – Locked On)

The Streets Original Pirate Material copertina

Mike Skinner aka The Streets è un rapper di Birmingham singolare in tutto e per tutto. A partire dal fatto che è bianco, e di rapper bianchi che rappano in inglese ce ne sono pochi (apparte Eminem ovviamente) le sue originalità sono diverse: nel suono che lo contraddistingue, con sample orchestrali, o di pianoforte, voci utilizzate come breaks, bpm veloci e batterie che ricordano la drum  & bass, nello stile della rappata, The Streets non ha un flow o una metrica definità perchè più di tanto non rappa ma parla e la sua pronuncia estremamente inglese lo rende inconfondibile, ed infine per il punto di vista con cui affronta le tematiche della strada, della musica, dei rapporti personali. Uscito con il suo primo lavoro all’età di 24 anni nel 2002, ottiene un ottimo successo in Inghilterra. Nello stesso hanno ai Brit Awards vince i premi come “miglior album”, “miglior artista urban”, “miglior artista emergente” “miglior artista maschile inglese”. Tutto questo successo lo porta dalla Locked on, l’etichetta con la quale ha pubblicato, a sbarcare in America e ristampare l’album “Original Pirate Material” con la Vice/Atlantic. Ripeterà il successo che aveva avuto in casa, meritandosi ottime recensioni e la nomina di miglior album dell’anno. Oggi The Streets ha all’attivo 4 album nei quali si è evoluto artisticamente.

Yo!

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myspace.com/thestreets

Regular John

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