33 e 1/3 – Consigli per gli ascolti – N 4

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33 e 1/3 Consigli per gli ascolti

Propellerheads – Spybreak! (Decksandrumsandrockandroll – 1998 – Wall of Sound [UK] DreamWorks Records [U.S.])

Decksandrumandrockandroll

Avete presente la scena di “Matrix”, quando Neo e Trinity entrano nell'edificio dove è rinchiuso Morpheus e scatenano una sparatoria acrobatica contro gli uomini della sicurezza? Vi ricordate quanto spacca il giro di basso slappato che si sente in sottofondo mentre una ventina di persone vengono sforacchiate e malmenate? Si tratta di “Spybreak!”, un pezzone big beat che più incalzante di così non si può. La produzione è super accurata nella scelta dei suoni, le batterie hanno un groove impareggiabile e la struttura del pezzo regge ottimamente i 6.59 minuti di durata. I Propellerheads sono un duo di produttori inglesi che hanno segnato la fine degli anni 90 pur avendo pubblicato un solo vero album capolavoro nel 1998, “Decksandrumsandrockandroll”. Il progetto contiene 13 tracce, che a seconda della pubblicazione – inglese o americana – hanno un ordine diverso: tra queste c'è un remake elettronico della colonna sonora di On her Majesty's Secret Service – film di James Bond del '69 con uno sconosciuto George Lazenby nei panni dell'agente segreto – in collaborazione con David Arnold, noto compositore di colonne sonore, e una rivisitazione più ritmata del brano “History Repeating” di e con Shirley Bassey (famosa per la sua voce potente e, guarda caso, per aver interpretato ben tre title-track di film di 007). Ultima curiosità, per la pubblicità della prima versione dell'I-Pod della Apple è stata utilizzata una canzone del duo britannico, ovvero “Take California”. Di rara qualità.

 

Yo!

 

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Guarda la scena di Matrix che merita!

 

Minnie Riperton – Les Fleurs (Come to my garden – 1970 – GRT)

Come to my garden

Io questa canzone l'ho sicuramente sentita in qualche pubblicità alla TV però non riesco a ricordare quale (se per caso a qualcuno viene in mente mi faccia sapere). Sono sicuro che se ascoltate il ritornello anche a voi ricorderà qualcosa. Il brano è molto “figlio dei fiori”, nel senso che, come dice il titolo stesso, “Les Fleurs” – “I fiori” in francese – parla del fiore come simbolo di speranza, purezza e amore: un verso della canzone recita “Inside every man lives the seed of a flower..”“Dentro ogni persona vive il seme di un fiore..”- per dire che in ognuno di noi c'è del buono. La dolce voce di Minnie, famosa per avere un'estensione vocale, verso gli acuti, impressionante, dà proprio l'idea della leggerezza d'animo che viene espressa nel pezzo. Musicalmente il brano è molto delicato, con una chitarra arpeggiata, una batteria appena sfiorata e archi di sottofondo; quando però si avvicina il ritornello, l'arrangiamento cresce in potenza ed esplode in un orchestrazione con tanto di ottoni e cori che inneggia alla simbolica nascita di un fiore. Sorprendente.

 

Yo!

 

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Giuann Shadai – Mezzodì sabato mattina (Angel Eyes) (Robots – 2006 – First Class Music)

Giuann Shadai - Robots

Anche in Friuli c'è chi fa il rap di qualità, con consapevolezza, stile e contenuto. “Storyteller”* per eccellenza, Giuann Shadai in questo pezzo ci racconta un episodio che vede protagonisti due ragazzi, provenienti da ceti sociali diversi, vivere lo stesso sabato, in attesa della serata nel locale esclusivo. I due giovani, che evidentemente intraprendono percorsi diversi, si trovano fatalmente ad incrociare le loro vite. Il flow è eccezionale, come d'altronde in tutti i pezzi di Giuann, e le rime, magistrali, ti fanno seguire la storia senza bisogno di vedere il video. Nonostante questo particolare, è stato girato il video per il singolo, che per un periodo è passato in rotazione su All Music. Alla clip hanno partecipato nei panni dei due personaggi Daker (membro della “21 Click”, crew di Giuann) e, la iena friulana, Andrea Pellizari, per la regia di Cristian Natoli, regista emergente goriziano. Il brano “Mezzodì sabato mattina” ha due versioni, quella, originale, dell'album – “Robots” – ed il remix prodotto ,in collaborazione con Kermit (Firin' Faderz – UD), in occasione del video: a mio parere la prima versione è quella che meglio descrive l'atmosfera, il beat ha un sample più cupo che più si adatta al tema. Se riuscite a procurarvi l'album, che merita, godetevela: il doppio finale vi lascerà a bocca aperta. Vi posto il link del video con il remix della canzone che comunque da un idea del livello. Esperienza.

* Inteso come Cantastorie, ovvero raccontare una storia in rima.

Yo!

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http://www.myspace.com/giuannshadai

 

 

Regular John

 

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33 e 1/3 – Consigli per gli ascolti – N 4

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Air – “Lucky And Unhappy” [10.000 Hz Legend, Source Records, 2001]

Air – Lucky And Unhappy

 

 

 

 

 

 

Nicolas godin e Jean-Benoit Dunckel aka Air non hanno bisogno di presentazioni. In quindici anni di carriera hanno musicato i pensieri di chi guarda le stelle. Il loro stile è inconfondibile, ninne-nanna ambient-electro con vocals ironici ed eleganti. Famosi per le hit “Kelly Watch The Stars” o “Sexy Boy” e membri della e nobile loggia francese, fondano anche la label Record Makers (Kavinsky, Sebastien Tellier). In un week-end in cui si è chiamati a votare io scelgo questo pezzo che recita “…vote for a freestyle life…”
Down-but-Forward-tempo

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http://www.myspace.com/intairnet

Demon VS. Heartbreaker – “You Are My High” [20000st, 2000]

Demon VS. Heartbreaker – You Are My High

 

 

 

 

 

 

Un pezzo di quella che si chiama “signora house”, senza influenze electro, solo tanto cuore e campione vincente. Demon aka Jeremie Mondon, fondatore della label 20000st, fa parte del “sottoscala” francese moderato e meno appariscente, ma non per questo meno qualitativo (ANZI). A lui si affiancano nomi come Etienne De Crecy, Alex Gopher, Dimitri From Paris, Benjamin Diamond (mica bagigi). Heartbreaker è una figura incognita, un'eminenza grigia, appare solo per questa release, ma sa tanto da ombra dello stesso Demon. Questa canzone è stata resa famosa soprattutto dal video, il cui soggetto è un french-kiss appassionato come le parole d'amore che volano sul sample di The Gap Band.
Evviva l'amore.

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http://www.myspace.com/demonmusik

 

Pzychobitch – “Pussy Gang (vs. Electrixx)” [Electrolicious, Minuswelt Musikfabrik, 2006]

Pzychobitch – Pussy Gang

 

 

 

 

 

 

Electro-Clash tedesco firmato Sina Hubner ed i suoi compositori Martin Kovacic & Stefan Bohm. Questo progetto “vanta” quattro album in cinque anni, un percorso di metamorfosi e modellazione della ragazzaccia, che parte da personaggio d'animazione a cyborg creato da scienziati fino ad arrivare allo stato attuale, (speriamo) l'ultimo. Non è esattamente la banda del bosco, temi espliciti, parrucche colorate, sexy-dirty-glam. Sembrerebbe uno dei tanti progetti con front-girl accattivante dalla voce che squittisce e le cosce che parlano da sole. E infatti lo è. Ma spacca.
Lasciamo che siano i tedeschi a fare electro-clash.

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http://www.myspace.com/pzychobitchsina

 

 

David Freeman

 

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