33 e 1/3 – Consigli per gli ascolti – N 1

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33 e 1/3 - Consigli per gli ascolti

Rage Against The Machine – Know your enemy (Rage Aganist The Machine – 1992 – Epic)

Rage Against The Machine

Un pezzo spettacolare di un gruppo unico nel suo genere – Crossover – e per questo dal taglio inconfondibile. Grassi rif di basso e chitarra distorta supportati da una batteria violenta ma ben dosata che crea un tiro da polleggio mai visto. Se poi ci si butta sopra lo stile e i contenuti del rap di Zack De La Rocha il pacchetto è completo. “Know your enemy”, a mio parere, non è il pezzo migliore ma sicuramente uno tra i più esaltanti di tutta la discografia del gruppo californiano. L'ho scelto perchè rappresenta l'evoluzione del mio percorso musicale. Ricordo quando a quindici anni – 2001 – seguivo gli strascichi della scena rock/grunge americana; con i capelli lunghi, vestiti alla bene e meglio, ci si ritrovava tra amici a strimpellare cover di qua e di là tra cui questo pezzo, di cui io affrontavo le liriche rimate. Probabilmente è l'inizio del mio futuro da rappuso “open minded”. Il brano è tratto da “Rage Against The Machine” che è un discOne che ha segnato la scena negli anni 90 e continuerà ad essere ricordato per la sua originalità, irriverenza e potenza…e poi suona ancora da paura!

 

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Yo!

 

Silverchair – Cemetery (Freak Show – 1997 – Murmur)

Siverchair - Cemetery Cover

Singolo tratto dal secondo album dei ragazzi prodigio di Newcastle (Australia) che all'età di 18 anni erano già nella storia del rock. I Silverchair sono stati un mio gruppo preferito, ai tempi in cui faceva figo avere dei gruppi preferiti e dei migliori amici. Venendo dall'altra parte della Terra, avevano una sonorità e un modo di concepire le canzoni molto diversi da quelli che ero abituato ad ascoltare che provenissero dagli States. In questo pezzo esprimono, probabilmente per la prima volta, l'esigenza di passare dal rock pesante classico, fatto esclusivamente da chitarra, basso e batteria, ad un genere più melodico con arrangiamenti orchestrali “strappa brividi”. In “Cemetery”, il leader della band, Daniel Johns, ci grida la sua insofferenza nei confronti del mondo in cui vive, che paragona ad un cimitero, appunto, e la sua esigenza di cambiamento. Emozionante.

 

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Yo!

 

Fritz Da Cat ft. Fabri Fibra & Dj Inesha – Una minima (Novecinquanta – 1999 – BMG Ricordi)

Fritz Da Cat - Novecinquanta

Mago della metrica e dei giochi di parole, Tarducci dà il meglio di se in un unico ed inarrestabile flusso di rime sopra una produzione di Fritz Da Cat, per la compila che rappresenta l'élite dell'Hip Hop italiano fino a prova contraria. Lascio a voi il piacere di giudicare il Fabri Fibra dei tempi d'oro “Non canto con te alle gem! Sai perchè? Porti sfiga!”. Dj Inesha completa l'opera con una routine ai piatti quasi come fosse un canto.


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Yo!

 

Regular John

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33 e 1/3 – Consigli per gli ascolti – N 1

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33 e 1/3 - Consigli per gli ascolti Royksopp – “Happy Up Here” [Junior, Wall Of Sound 2009] Royksopp - Junior

Estratto dal nuovo album del duo norvegese, riprende i tratti spensierati della hit “Eple” sfruttando al meglio un campione di “Do That Stuff” di The Parliaments. Un album ricco (troppo?) di influenze dell'ultimo periodo dancefloor ma che precede l'uscita di “Senior”, seconda parte dell'album, con tratti molto più cupi a cui ci hanno sempre abituato.


The Prodigy – “Warriors Dance” [Invaders Must Die, Take Me To The Hospital 2009]


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Prodigy - Invaders must Die

Terzo singolo in uscita, a mio parere il migliore dell'album. Campione vocale vin

cente di “Take Me Away” by True Faith & Final Cut feat. Bridgette. Riguardo l'album, dopo l'uscita del singolo lancio “Invaders Must Die” credo che ogni vero fan abbia storto il naso a sentire un sound già masticato negli ultimi due anni, ma ascoltando l'intero album viene fortunatamente ripagata la fede in Liam, che riprende la rave anni '90 come solo lui era stato capace di fare (vedi The Prodigy Experience, 1993).


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Fever Ray – “If I Had A Heart” [Fever Ray, Rabid 2009]
Fever Ray - Fever Ray

Progetto solista di Karin Dreijer (in coppia col fratello Olof forma i The Knife) a mio parere meraviglioso. Una voce troppo superficialmente accostata a Bjork, accompagnata da melodie trascendentali che trasportano l'ascoltatore direttamente nei boschi fatati della scandinavia. Un album da ascoltare tutto d'un fiato, con la consapevolezza che potrebbe venire distorta la percezione temporale. www.feverray.com

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